La transumanza nel Lazio: il racconto di Virgilio de Chicchis

Virgilio De Chicchis è nato a Roma, nel 1935, ma poteva nascere anche a Frattoli,  visto che la sua era una famiglia transumante.

Ha fatto la transumanza fino ai primi anni ’50…”poi sono arrivatii camion”.

Il suo viaggio durava sette giorni.

Partivano da Frattoli, a Settembre, “come diceva D’Annunzio”, lui, la sua famiglia, il suo gregge e altri pastori con i rispettivi armenti.

In tutto erano circa duemila pecore, e la prima tappa la facevano al Coppo, nel Comune di Crognaleto, perché la mattina della partenza: “per ora che preparavamo tutto il necessario, si faceva tardi”.

La mattina seguente ripartivano, e la sera arrivavano alle Capannelle dove spesso dormivano, ospiti, nella casa cantoniera.

Il giorno dopo prendevano una mulattiera per Mascioni,passavano in mezzo a Preturo, e da lì la strada per Antrodoco.

“C’era una chiesetta… di San Berardino ”da dove giravano per la montagna, verso Tornimparte e poi prendevano la Cicolana e giù, per  Pescorocchiano, Leofreni, Tufo e Carsoli.

Da Carsoli andavano a Riofreddo, Roviano, Mandela e giungevano a Vicovaro, dove passavano la notte.

La mattina presto, percorrendo la strada asfaltata, la vecchia Tiburtina (ex SS5), e alzando lo sguardo su Castel Madama, arrivavano a Tivoli.

Qui il grande gruppo si divideva: chi andava a Fiano Romano, chi a Cinecittà, chi al Divino Amore.

Virgilio e famiglia stavano per lo più intorno alla Garbatella.

“Era tutta campagna fino al Divino Amore”… non ci stava niente! “.

Virgilio è nato a Monteverde Vecchio, avevano in affitto un casale, in mezzo alla campagna, ma San Pietro era lì: “quando è morto Papa Ratti, la chiesa era tutta illuminata, mamma ci portava sempre lì… stavamo a due passi”.

Il contratto durava fino al 15 Marzo, perché poi la terra doveva essere coltivata a fieno.

Allora si spostavano a Fiano Romano fino ai primi di Giugno, quando tornavano in Abruzzo.

Virgilio ha fatto la transumanza anche durante la guerra.

Nel 1942 si fermarono nella zona di Cinecittà …”e pure lìera tutta campagna”.

Nel 1943 ripartirono un mese prima del terribile bombardamento di San Lorenzo.

Virgilio ricorda i bombardamenti e, sorridendo, anche quella volta in cui dovendo attraversare il Tevere, ma non essendoci più il ponte, dovettero caricare le pecore su un barcone e fare più di un viaggio per completare la traversata.

Virgilio ha fatto la transumanza a piedi fino al 1950, poi sono arrivati gli autotreni, ma c’erano pochi soldi e allora, spesso, per risparmiare,  insieme ad altri, arrivavano a piedi fino alle Capannelle o fino a Pizzoli.

“Una volta ho caricato le pecore sul treno a Sasso, ma mamma mia, ha fatto un giro lunghissimo… per Terni … abbiamo caricato gli animali la mattina e siamo arrivati ad Ostiense la sera del giorno dopo.

Siamo scesi e con le pecore siamo andati alla Garbatella.”

Virgilio ha fatto il pastore fino al 1999.