La transumanza nel Gal Leader Teramano

Come abbiamo già detto, la provincia di Teramo è territorio di confine e questa peculiarità si riflette anche nella transumanza.

Il Tratturo Frisa-Rocca di Roseto non era il solo percorso di transumanza, anzi…

I pastori dei Monti della Laga potevano scegliere dove transumare in base alla grandezza delle greggi, alla conseguente ricchezza dell’allevatore e agli interessi economici che quest’ultimo voleva allacciare:

- in Puglia - Dogana di Foggia; 

- nel Lazio - Stato Pontificio;

- in Abruzzo - Doganella d’Abruzzo.

Molti pastori andavano nelle campagne romane.

Essendo la transumanza una questione precipuamente economica, in essa troviamo una divisione di classe ben definita:

- i membri delle famiglie che possedevano molti armenti, si trasferivano nello Stato Pontificio per curare gli interessi economici della famiglia;

- i membri delle famiglie più povere, per lavorare come pastori o braccianti;

- i possessori di piccoli greggi non praticavano la transumanza, ma la monticazione.

Nel 1860 la famiglia di Carmine Riccioni, sindaco di Crognaleto spostava nella campagna romana circa 2000 pecore, 60 vacche e 150 capre.

Delle informazioni sui percorsi tratturali che praticavano i pastori della Laga sono state raccolte dall’Ing. Goffredo Rotili, ex sindaco di Rocca Santa Maria e amante della sua montagna, che gentilmente mi ha concesso di usarle per questa ricerca.

- Dalla zona di Forno, Riano e Fioli de Comune di Rocca S.Maria, di Padula-Macchiatornella del Comune di Cortino e di molte frazioni del Comune di Crognaleto, salivano sul Bilanciere o da Valle Vaccaro, procedevano per PianoRoseto, riscendevano per San Giorgio fino a Montorio Al Vomano e successivamente salivano in collina, per proseguire fino alla città di Penne, superare la città di Chieti ed arrivare ad incrociare il tratturo che scende dalla Maiella.

- Dalle frazioni Fornisco, Ceraso, Coronelle, San Vito, Pascellata, Macchia da Sole, Macchia da Borea, Piano Maggiore e Valle Pezzata del Comune di Valle Castellana e dalle frazioni Acquaratola, Serra, S. Biagio, Canili e Tavolero del Comune di Rocca S. Maria si raggiungeva la località Imposte-Posta Vecchia e percorrendo la cresta montana verso il Monte Fano, si scendeva poi nella vallata del Tordino, si superava la città di Teramo e si raggiungeva il mare per poi proseguire lungo la spiaggia del Mare Adriatico verso sud, fino ad immettersi sul grande tratturo.

- Tutti i pastori proprietari di greggi di pecore del versante orientale dei monti della Laga, ricompreso nel Regno delle due Sicilie, facevano la transumanza verso il Tavoliere della Puglia, mentre tanti garzoni-pastori attraversavano la montagna e andavano a servizio delle grandi ditte armentizie dei villaggi del Comune di Amatrice.

Nei mesi invernali operavano nella campagna Romana o Viterbese.

Molti cognomi dei nostri garzoni-pastori sono stati loro assegnati dal nome della ditta armentizia in cui operavano.

Ad esempio il celebre brigante di Castiglione di Rocca S. Maria, Marco Sciarra ha avuto il suo cognome dalla ditta armentizia Sciarra nella campagna romana.

Di seguito riporto due racconti di transumanza: il primoverso il Lazio, dove vengono evocate soprattutto immagini di una Roma bucolica, dove i pascoli arrivavano fino a SanPietro; il secondo è un ricordo indiretto, “di terzi”, ma comunque reso suggestivo dall’idea di un viaggio epico, dalle montagne più lontane del Regno fino al Tavoliere.