Inquadramento storico-territoriale

L’attuale provincia di Teramo è la più settentrionale dell’Abruzzo.

La sua maggiore peculiarità è la morfologia del territorio: dal versante orientale della catena del Gran Sasso e dei Monti della Laga, passiamo ad una serie di colline, solcate da diversi fiumi che, di vallata in vallata,  digradano dolcemente verso il mare.

Niccola Palma così la descrive nel 1832:”(…)è quella parte della prima provincia di Apruzzo ulteriore, la quale rimane tra la corrente del Vomano e le frontiere dello Stato Pontificio: avendo a Ponente le vette degli Appennini, che la separano dalla provincia del secondo Apruzzo ultra, ed a Levante il Mare Adriatico. Naturali, ed invariabili sono tre degli indicati confini. Ma quello a settentrione è una linea divergente in mille punti, la quale si conosce, dirò così per tradizione; giacchè il Tronto non viene a dividere i due Stati che verso la fine del suo lungo corso”.

Chiamata Praetutiumai tempi dei romani, in seguito Aprutium( dando così il nome all’intera regione), nel periodo del Regno di Sicilia era compresa nel territorio dell’Abruzzo ultraflumen Piscariae:

unità amministrativa con capoluogo Aquila, che abbracciava oltre alla provincia di Teramo, buona parte di quella dell’Aquila, di Pescara e di Rieti.

Nel 1806, con decreto del re Giuseppe Bonaparte, l’Abruzzo Ultra venne suddiviso in due parti:

-Abruzzo Ultra Primo delimitato dai fiumi Tronto e Pescara e dalla catena  del  Gran Sasso, con capoluogo Teramo;

-Abruzzo Ultra Secondo con capoluogo Aquila: comprendeva l’odierna provincia dell’Aquila, più diciassette comuni passati alla provincia di Rieti e due comuni passati alla neonata provincia di Pescara nel  1927, con il riordino amministrativo.

Questo inquadramento storico-territoriale, è necessario per capire l’ambito territoriale della transumanza teramana, essendo stata la nostra provincia  area di confine fino all’ Unità d’Italia,1861.