Sui Monti Gemelli
Cosa Fare

Tipologia: Ciclabile mountain bike
Comune di partenza: Campli   Provincia: Teramo
Comune di arrivo: Campli   Provincia: Teramo
Difficoltà: alta
Lunghezza percorso: 81,5 km
Tempo di percorrenza: 8 h
Dislivello: 1051 m
Periodo consigliato: Maggio - Settembre

Descrizione:
La partenza è da Campli. Si inforca la bici e ci si dirige in direzione Teramo/Nocella. Appena usciti dall’abitato di Campli, dopo un viale alberato, si gira a sinistra in direzione di Paduli-Campiglio, subito a destra in discesa si passa sotto il ponte stradale e si pedala sopra un ponticello. Attraversatolo si lascia una cava alla nostra sinistra e si inizia a salire. Al termine della ripida salita, (lunga circa 150 m) si prende ancora a sinistra una strada sterrata, (sul bivio vi è una quercia).
Si segue la sterrata, che dolcemente sale, passando a fianco alla Necropoli italica di Campovalano.
Si prosegue attraversando la SS 81, e percorrendola per un breve tratto in direzione di Teramo (verso sinistra quindi) fino alla località La Traversa.
Si svolta a destra (qui ha inizio il tratto di 9 km sul quale si organizza la cronoscalata per bici da strada Dove osano le Aquile il 2 giugno di ogni anno). Salendo si oltrepassa il bivio per Battaglia.
Da qui la salita si accentua (circa 1 km) fino all’abitato di Roiano (www.prolocoroiano.com). L’amena località in passato ebbe a soffrire la presenza dei briganti. Si attraversa la località e si prosegue la salita prendendo il bivio sulla destra. Il percorso si inerpica lungo una strada sinuosa prima asfaltata poi brecciata che sembra un piccolo Stelvio. Si entra in un territorio selvaggio dal quale si uscirà molti km più avanti. Il panorama che si gode è splendido, dalla catena del Gran Sasso fino al Mare Adriatico. Sembra di essere su un aereo. Giunti alla zona delle antenne si continua a salire evitando di prendere il bivio per Magnanella. Si raggiunge il Rifugio delle Aquile.
Qui finisce l’asfalto (è questo il punto di arrivo della cronoscalata prima citata). Inizia lo sterrato. Si supera, senza imboccarlo, il bivio che scende a Ioanella, continuando a salire. Si entra ed esce da una pineta. Sulla destra si incontra un recinto dove vengono allevati i cinghiali, e subito dopo, sulla destra vi sono gli yak (animali simili ai bisonti). Si continua a salire seguendo la strada principale, si oltrepassa (senza imboccarlo) il bivio per Poggio Valle e si entra nel Parco, (si incontrano i tavoli di legno e una tabella che informa che siamo entrati nel territorio protetto) fino a giungere al punto più alto: il valico di Pietra Stretta.
Qui vi sono cartelloni informativi del Parco. Inizia la discesa, sempre su sterrato, si percorre un paio di tornanti con il fondo abbastanza rovinato, si passa un fontanile e lo sterrato diventa più veloce e regolare, fino a giungere a Piano Maggiore (qui sono state svolte alcune edizioni della rappresentazione La Notte delle paure) con la tipica chiesetta della Laga.
Si oltrepassa il paese e si scende fino al ponte sul Salinello, da qui si risale per un breve tratto fino ad incrociare la strada asfaltata. Si prende a sinistra in direzione del paesino di Leofara (conosciuto per la Sagra della castagne e per la manifestazione de La Notte delle Paure).
Poco prima di arrivare all’ostello di Leofara si prende a sinistra una strada, solo inizialmente asfaltata che va in direzione Acquaratola – Laghetto di Sbraccia, si inizia a risalire uno sterrato pedalabile, ma a volte un po’ ripido, si oltrepassa il Laghetto di Sbraccia, si risale fino a Monte Ciccone - bivio La croce (caratterizzato da una vecchia croce in ferro), prendere a sinistra, e risalire fino a Colle della Ciuffa. Finalmente si inizia a scendere, si oltrepassa il fosso della Cesa e si scende ad Acquaratola. Da qui la strada è asfaltata. Si prosegue per Macchia S. Cecilia, si passa un ponticello sul fiume Vezzola, si oltrepassa il bivio per S. Biagio e si giunge a Macchia S. Cecilia.
Si risale fino al bivio SP 48 per Cona-Faiete. Lasciamo alle spalle i borghi ormai quasi disabitati e si torna sulla strada provinciale che gradualmente riporta il visitatore verso la frenesia del mondo contemporaneo. Si punta in discesa verso Santo Stefano quindi Torricella Sicura, capoluogo di comune che più volte ha ospitato gli arrivi di tappa della Tirreno Adriatico. Nella piazza dedicata al giovane partigiano Mario Capuani la chiesa  di San Paolo apostolo con la caratteristica torre campanaria. Il nome Torricella il nome deriva probabilmente dalla presenza di un’antica torre di un castello, di cui oggi non rimangono molte tracce, sito probabilmente nella collinetta di Colle Ciliegio nei pressi del quartiere Scarpone.
Quindi Teramo che vale una sosta. Si scende al Parco fluviale del Vezzola e lo si percorre in direzione verso valle. Giunti nella zona sportiva dell’Acquaviva si risale per  via del Tiro a Segno, e si giunge nel quartiere Gammarana. Si svolta a sinistra verso la stazione ferroviaria e si prosegue in direzione dell’Ospedale civile. Si attraversa l’incrocio con il semaforo viale Crispi e si percorre via Fonte Regina dopo averla percorsa si attraversa la SS 80 e si sale in via Flaiani, la si percorre tutta fino a divenire viale della Resistenza, dove si biforca diviene contrada Villa Viola, continuare a salire fino a scollinare, si scende centro metri e si prende a destra il bivio per Sciusciano.
La strada è con asfalto abbastanza rovinato, si sale e si arriva alla frazione di Colleminuccio, indi si continua a salire su sterrato fino alla chiesa di San Pietro ad Lacum. Dalla chiesa si prende a sinistra  su una ripida salita inizialmente asfaltata ma poi sterrata. Si continua a risalire lo sterrato fino a intersecare la strada asfaltata che porta a Campli. Giunti all’incrocio, si prende a destra per salire ancora pochi metri e arrivare alla sommità di Colle Castrogno, qui al primo bivio scendere in direzione di Campiglio/Campli e su asfalto, a tratti molto rovinato e con sali scendi molto accentuati, si arriva a Campiglio. Si continua a scendere per la strada principale fino ad incrociare a destra un’antenna verde (telefonica). Imboccare la strada sterrata, ripida che porta sotto all’abitato di Campli, dove termina la strada inizia una scalinata, larga e comoda che risale proprio a Campli tornando al punto di partenza.

INFORMAZIONI TURISTICHE

L’anello qui proposto ha come base di partenza e ritorno l’abitato di Campli (www.campli.it).
Di origine preistorica, è ricca di opere d'arte e di monumenti medioevali e rinascimentali. Assolutamente da non perdere: la Chiesa di S. Maria in Platea della fine del XIII sec. (è la cattedrale) ricca di opere di grande valore artistico e di una pregevole cripta tra le più belle in assoluto; il Palazzo Farnese del XIV sec.; la Chiesa di S. Francesco del XIII sec. intitolata, secondo la tradizione, al Poverello di Assisi in visita nel territorio camplese; la Chiesa della Misericordia del XIV sec., edificata in relazione con la peste che colpì la zona; la Scala Santa (una delle tre esistenti al mondo!) situata presso la Chiesa di S. Paolo, così denominata quando a partire dal 1776 invalse l'usanza di concedere l'indulgenza a coloro che la salivano in ginocchio; e il Museo archeologico nazionale contenente i reperti provenienti dalla necropoli di Campovalano.
La necropoli fu utilizzata fin dal sec. VIII a.C. (vi sono state fin’ora dissepolte circa 800 tombe delle 10000 totali). La prima tomba fu scoperta per caso da Luigi Cellini nel 1963, mentre stava arando il suo podere. Nei pressi della necropoli, è possibile visitare la chiesa di San Pietro, costruita nell’VII secolo e completamente rifondata nel XIII secolo in semplice stile romanico benedettino. La chiesa è a 500 metri dall’abitato di Campovalano, abitato sita alla base della Montagna di Campli, una delle due vette che costruisce i Monti Gemelli.
A Campovalano (www.campovalano.com) nel mese di luglio si svolge la Sagra del tartufo, che gli esperti cercatori raccolgono sui Monti Gemelli e nelle montagne circostanti.

Gianluigi Camillini e Lucio De Marcellis


Itinerario:
Campli, Necropoli di Campovalano, La Traversa, Roiano, Rifugio delle Aquile, valico di Pietrastretta, Piano Maggiore, ostello di Leofara, Laghetto di Sbraccia, Colle della Ciuffa, Acquaratola Macchia S. Cecilia, Cona-Faiete, Santo Stefano, Torricella Sicura, Teramo, quartiere Villa Mosca, bivio Sciusciano, Colleminuccio, chiesa di San Pietro ad Lacum, Colle Castrogno, Campiglio, Campli.

Informazioni:
www.gransassomtb.it
Per informazioni sul percorso e per la richiesta di eventuali visita guidata.
Si raccomanda sempre l'uso del casco e di portare con sè abbigliamento adatto alla stagione e un kit per forature.

Link utili:
www.pratoselva.it
www.montigemellibike.it