Le sette Madonne sorelle: un pellegrinaggio nella leggenda, nel culto, nei luoghi
Cosa Fare

Tipologia: Itinerari religiosi
Comune di partenza: Teramo   Provincia: Teramo
Comune di arrivo: Teramo   Provincia: Teramo
Lunghezza percorso: 100 km
Tempo di percorrenza: 2 h

Fruibilità:
PAGLIARA:la chiesa è aperta il giorno della festa, oppure per informazioni contattare il Municipio di Isola del Gran Sasso tel. 0861-975926.
CASTEL CASTAGNA: S. Maria di Ronzano – periodo invernale (Ottobre-Maggio) aperta il sabato e la domenica dalle ore 11 alle ore 12, periodo estivo (giugno-settembre) aperta tutti i giorni dalle ore 11 alle 12 tranne lunedi e venerdi, per visite organizzate contattare la sig.ra Maria Teresa Lanari (320/0712033).
ARSITA: la chiesa è aperta solo occasionalmente, informazioni presso il Parroco.
BISENTI: la chiesa è aperta e visitabile tutti i gioni durante le Funzioni
BEFARO: la chiesa è difficilmente raggiungibile e viene aperta nel giorno di festa, il 5 agosto.
SANTA MARIA DI BASCIANO: la chiesa è aperta e visitabile durante le funzioni, informazioni presso il Parroco di Basciano.
PENNA SANT'ANDREA: la chiesa è visitabile negli orari delle funzioni, informazioni presso il parroco (0861\600580)


Da vedere:
ARSITA - l'antico Mulino ad acqua Di Francesco (recentemente restaurato) lungo il corso del fiume Fino, denominato il "Sentiero dei Mulini”.
BISENTI - Casa Badiale del 1474;
- Fonte Vecchia
- Casa natale di Ponzio Pilato; una antica casa in pietra un po’ fuori dal paese a 50 metri dopo il bivio per Arsita, conserva antichissime cisterne romane con un pozzo che si dice sia collegato tramite una serie di cunicoli alla Fonte Vecchia.
CASTEL CASTAGNA - nella chiesa di Santa Maria di Ronzano, tra gli altri tesori sono conservati una croce bizantina e lo splendido reliquario in argento dorato della “Vera Croce” che conterrebbe un frammento della Croce di Cristo. Si tratta di un’opera rara per la sua composizione, poiché è fatto a forma di croce a doppia traversa (due assi orizzontali); straordinariamente ricco di gemme montate su filigrana d’oro e curato nella fattura, con incise numerose iscrizioni a caratteri cufici ed a grafia gotica.
CASTELLI - Cona di San Donato, cappella votiva situata fuori dell’abitato, ricostruita nei primi anni del XVII sec. mostra un soffitto a mattoni maiolicati dipinti secondo lo stile dell’epoca, realizzato tra il 1615 e il 1617, è unico nel suo genere sia in Abruzzo che nel resto d’Italia.
- Storiche botteghe con antichi forni in pietra.
-Chiesa di Santa Maria della Lacrima, detta anche della Cona, che conserva tra l'altro l'affresco staccato della Madonna dipinta da Andrea de Litio, che nel 1499 fu vista lacrimare.
- Il mulinetto, singolare ed unico nel suo genere, costruito non per scopi alimentari, ma, testimonianza storica dell'antica e tradizionale lavorazione della ceramica, utilizzato un tempo per macinare smalti e colori. Una piccola struttura di pochi metri quadrati che sta come una sorta di sentinella a ridosso del ponte, a presidiare il paese.
ISOLA DEL GRAN SASSO - Ruderi del castello dei conti di Pagliara.
- Eremo di Santa Colomba a Pagliara sul monte Brancastello.
- Lago di Pagliara, minuscolo invaso senz’acqua, dal quale si dipana il famoso Sentiero dei Quattro Vadi.
PENNA SANT'ANDREA - La Fontevecchia (Fonte di lu Carpine), antico lavatoio del 1400
- Bosco comunale di Castel Cerreto Riserva Naturale Regionale Controllata nella frazione Pilone, che ospita rare specie di alberi secolari e varietà di rapaci diurni e notturni.
- Belvedere, adiacente alla chiesa con la veduta della catena del Gran Sasso e del Corno Grande.
TERAMO - la Cattedrale romanico-gotica
- il sito archeologico del Teatro e dell'Anfiteatro romani
- gli edifici medievali.

Da gustare:
Arsita - Il coatto è il piatto tipico di questa zona: un piatto antico dei pastori d'Abruzzo, a base di carne di pecora, cotta in salsa di erbe profumate,amalgamate sapientemente nell'olio extravergine d'oliva e stufato per circa quattro ore. E' un piatto povero che,nella sua rustica semplicità, si fa apprezzare per una fondamentale raffinatezza.
- Pecorino di Farindola. Prodotto d.o.c. della zona orientale del Gran Sasso, del quale si hanno notizie sin dall’epoca romana, quando la produzione di formaggio era particolarmente curata poiché veniva barattato nei mercati più importanti dell'impero. Oggi è stato istituito il “presidio del Pecorino di Farindola” che ne evidenzia il carattere di prodotto tipico di tutta la zona pedemontana e detta un rigido disciplinare di produzione, che garantisce l’adozione dei procedimenti tradizionali.

- Bisenti. Il vino Montonico. La rinascita della coltivazione del vitigno Montonico autoctono è stata rilanciata da pochi anni grazie alla costituzione di un consorzio di piccoli produttori poiché pare che l’uso di questa coltivazione sia antecedente all'epoca Romana per poi essere abbandonata nel ‘700. La leggenda narra che, con il vino Montonico, Annibale ristorò i soldati feriti e guarì i cavalli dalla scabbia. Il Montonico è un vinello bianco e leggero, di colorore giallo paglierino con riflessi verdognoli e profumo leggermente fruttato con sentore di erba fresca e fieno; fresco, quasi acidulo e retrogusto amarognolo.
- Maccheroni alla molinara. La loro origine risale probabilmente al 1340, quando furono serviti per la prima volta nella mensa di Roberto d'Angiò e sono un tipo di pasta fresca, che ha la forma di un interminabile serpentone, senza soluzione di continuità, impastata con acqua e farina. Pare che venissero prodotti esclusivamente dalla moglie del mugnaio che, tenendo l’impasto in una grossa tasca del grembiule, nei momenti di inattività allungava il maccherone, manipolandolo con le dita.
- I tatù, identificabili con gli uccelletti di S.Antonio. Sono dei dolcetti, preparati per la festa di sant'Antonio Abate, con un impasto di pasta frolla modellata a forma di uccelletto e riempiti di marmellata di uva.
Castel Castagna - I famosi salumi, in particolare prosciutti e salamini, sono prodotti da veri “mastri salumieri”, con suini allevati sul posto.

Descrizione:

Il culto delle Sette Madonne sorelle era una forma di devozione popolare, diffusa un tempo negli strati più umili e devoti della popolazione. Sebbene non riconosciuto in ambito teologico, questo fenomeno è stato analizzato da studiosi di antropologia e demologia con particolare curiosità . Tale forma di culto negli ultimi decenni è andata scemando, ma all'epoca appariva così radicata, anche per le sue manifestazioni decisamente insolite, da evocare a chi ora la guarda con rispetto, un fascino singolare e coinvolgente. Possiamo definire il culto delle sette Madonne sorelle come l’adorazione, espressa nel pellegrinaggio a piedi, di Madonne che risiedevano in altrettante chiese, situate dentro un unico ambito territoriale o in orizzonti più vasti ma confinanti. Un particolare assai curioso, è che le statue delle Madonne dentro le diverse chiese erano collocate in modo da darsi le spalle reciprocamente. La protezione delle sette Madonne era invocata per la tutela del territorio: per difenderlo da siccità  o inondazioni ma anche per proteggerne gli abitanti da malattie ed epidemie.  I devoti vi si recavano in pellegrinaggio rispettando una cronologia precisa e raggiungevano ciascuna chiesa nel giorno della festa dedicata alla Madonna lì ospitata. Sono moltissime in ambito locale, le classificazioni possibili a cui rimandare tale culto. Praticamente in tutta la provincia di Teramo esistono devozioni mariane ad esso riconducibili. E non v’è zona, dalla Val Vibrata alla Val Fino, dalla Vallata del Vomano alla fascia montana, in cui non sia possibile rintracciare una sorta di filo che unisca tra loro sette luoghi di culto.

Per quanto riguarda la nostra proposta, abbiamo tracciato un itinerario particolare, che spazia tra le Vallate dei fiumi Vomano e Fino. Uno "scrigno" pieno di tesori e di sapori perduti. Un viaggio nella sacralità  delle culture tradizionali contadine legate al cibo, alla preghiera e al folklore.

Teramo è il punto di partenza ideale, come capoluogo, come snodo viario principale e come cuore pusante del territorio.
Imboccando da Teramo la A24 fino all'uscita di Val Vomano e proseguendo lungo la SS150 in direzione Montorio, si raggiunge la frazione Ronzano nel comune di Castel Castagna
Nel suo territorio, su un poggio verdeggiante, in un contesto ambientale di grande bellezza, sorge la monumentale Chiesa benedettina di Santa Maria di Ronzano. Questa è la più "nobile" e la più ricca delle sorelle, poichè abita in una delle dimore più belle del territorio. E' l'Assunta, cioè la Madonna Regina, che nella statua lignea collocata all'interno della chiesa indossa la corona gemmata e veste il mantello di broccato dorato. E come tale viene venerata e onorata nel giorno della sua festa.

Da Castel Castagna, dopo pochi chilometri, si riprende l’autostrada A24, fino ad Isola del Gran Sasso e da qui, seguendo la SP49  si arriva a Pagliara, un cucuzzolo di rara suggestione, dal quale, salendo lungo un sentiero, si arriva alla chiesina romanica  dedicata a Santa Maria della Neve,  di recente ristrutturata dall’Archeoclub, posta su di un belvedere che scopre i due Corni del Gran Sasso. Proseguendo lungo la SP49, man mano che si susseguono i tornanti, cominciano ad intravedersi, ai piedi dei Monti Camicia e Prena, le poderose bastionature di Castelli che fu borgo fortificato, circondato da un paesaggio dolomitico. Dalla SP37, dopo circa 10 Km si svolta per Befaro, ultimo confine della Valle Siciliana, su cui veglia, timida ed isolata, la chiesina di Santa Maria della neve, la più timida e umile delle sorelle, che ha come ornamenti solo candidi fiocchi di neve.

Da Befaro, seguendo per 1 Km la strada di Santa Maria e svoltando poi a sinistra per la SP34, si raggiunge in pochi minuti Arsita, immersa nella vallata del Fino. Fuori dal paese, sulla strada per Penne, accanto ad una secolare quercia, vi è la Chiesa romanica di S.Maria d'Aragona, una Madonna vigorosa e tenerissima. 

Da Arsita, per circa 7 Km sulla SP34,  si discende verso Bisenti "....che si chiamava la Tazza di Alessandro....". Tappa del nostro itinerario è la parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, in piazza Vittorio Emanuele, legata al culto della Madonna, modellata nella bella terracotta policroma, opera del XVI sec di Gian Francesco Gagliardelli, la cui festa viene celebrata il 2 agosto, con la tipica Processione delle Oblatrici.
Si riparte da Bisenti sulla SS365 e dopo circa 6 Km si attraversa il valico del Pilone che ci conduce verso  Basciano, un borgo situato in collina, sovrastato dall'antico palazzo baronale. L’origine è da ricollegare all'epoca romana; intorno all'anno 1000 compare come proprietà  del vescovo aprutino e nel XIII secolo, il feudo di Basciano passa agli Acquaviva, i quali lo reggono fino al 1538 inglobando il territorio nella Baronia di Atri. A pochi chilometri da qui, nella frazione omonima, raggiungiamo la Chiesa di Santa Maria a Porto Lungo, luogo di grande suggesione panoramica e di forte devozione religiosa. I rituali oggi dedicati alla Madonna hanno radici antiche e pagane che si rintracciano ancora fortissime nella Passeggiata delle canestrelle, tipica processione che qui si svolge a settembre in onore della Madonna.

Sempre seguendo la SS365 fino a Contrada Cretone e poi la SS81, si prosegue alla volta di Penna Sant’Andrea, luogo posto in altura come si evince dal toponimo, situato sulla destra del fiume Vomano. Il nostro itinerario ci conduce, come ultima tappa, alla chiesa madre di Santa Maria del Soccorso, che si scorge da ogni orizzonte delle altre chiese sorelle. 



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