Attraversando i vari borghi antichi tra cui Paterno, dove si visita la famosa "Cantina del Parco Cioti" con la degustazione di vini tipici, percorrendo sentieri sterrati e imbrecciati, si visitano piccoli paesini rurali apprezzandone la vita d'un tempo passato che sembra essersi fermato scolpendo la natura che appare candida e intatta come in una cartolina. Dal fascino paesaggistico si arriva ad avere dinanzi il fascino spirituale del convento di S. Maria dei Lumi, un posto austero con la sua inusuale facciata a sei arcate del portico, monumento incastonato tra annosi cipressi di un vecchio cimitero. La leggenda racconta che la costruzione del monastero di Santa Maria dei Lumi di Civitella del Tronto sia avvenuta in seguito ad un prodigio che vide accendersi numerose fiammelle lungo il perimetro su cui sorse poi la chiesa. A questa Madonna che si festeggia il 27 aprile, sono riconosciuti patronati antitempestari. Il monastero ospita una miracolosa statua della Vergine; il convento fortificato, per secoli ha rappresentato il primo baluardo dello Stato Pontificio sul confine del Regno di Napoli. Costruzione di origine romanica, contiene una statua lignea della Madonna del XV secolo attribuita a Giovanni di Blasuccio. Civitella del Tronto è un comune di 5.402 abitanti (civitellesi) della provincia di Teramo, situata a 589 m s.l.m. sul confine tra Abruzzo e Marche. Fa parte della Comunità montana della Laga e del Club dei Borghi più belli d'Italia. La cittadina aristocratica, ricca di arte e di storia, sorge su una rupe rocciosa di travertino ed è sovrastata dalla Fortezza, ultimo baluardo dei Borboni prima dell'Unità d'Italia. Il borgo è tra i più interessanti della regione per la bellezza architettonica racchiusa all'interno delle antiche mura. La Fortezza domina il sottostante borgo ed è considerata una delle più importanti piazzeforti del viceregno napoletano per la sua fedeltà e per la sua inattaccabilità. In Europa è la seconda fortezza per grandezza: si estende per 500 metri di lunghezza e copre una superficie di 25.000 mq. Fin dalle sue origini il forte ha subito modifiche e ampliamenti sino ad ottenere l'attuale sistemazione spagnola compiuta a partire del XVI secolo. Nel 1861 venne distrutta e saccheggiata dai Piemontesi che combattevano per l'Unità d'Italia. Venne restaurata parzialmente negli anni '90 del novecento. Diego Giannobile, Gianluigi Camillini e Lucio De Marcellis [Chiudi] |