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Storia
1972. In una riunione presso la pro-loco di Campli, durante la quale si discuteva
dell’istituzione del Museo Archeologico di Campovalano, il prof. Fulgenzi, allora
segretario del Gruppo Archeologico Teramano, lancia l’idea – che pare subito una
sfida ardita – di costituire un consorzio di Enti che serva all’individuazione e
censimento di beni culturali, per farne promozione e valorizzazione attraverso “la
realizzazione di itinerari culturali e turistici nell’ambito provinciale”. E’ l’embrione
del Consorzio Aprutino Patrimonio Storico Artistico che stilò il suo atto costitutivo
il 1 marzo 1974 sottoscritto dai comuni di Campli, Castelli, Civitella del Tronto,
Corropoli, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Crognaleto e Valle Castellana.
Una sfida ardita, come si è detto, che fu la prima del suo genere in Italia.
Già l’anno successivo il Consorzio si allarga e vi si associano i comuni di Fano
e Pietracamela; anche Teramo, sia come comune che come provincia, non tarda a far
pervenire la sua partecipazione al progetto. Successivamente arrivarono anche le
adesioni di Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Tossicia, Canzano, Cermignano,
Colledara, Penna Sant’Andrea, Giulianova, Ancarano, Tortoreto e Sant’Omero; insieme
a quelle di altri tre Enti sovra comunali: la Camera di Commercio, la Cassa di Risparmio
e la Comunità Montana della Laga.
“Esistono nel territorio consortile interessanti situazioni in pieno sviluppo; a
Campli, gli scavi di Campovalano e la scala santa; a Teramo la Pinacoteca e il Museo
Archeologico, il restauro della Fortezza borbonica di Civitella, il Parco di Ripoli
a Corropoli e altre.” Queste le affermazioni del Presidente del Consorzio, Edmondo
Di Pietro, e del Direttore, il prof. Gino Fulgenzi, al momento della delibera del
programma operativo per l’anno 1975. Un programma operativo che prevede la realizzazione
di musei, scavi archeologici, opere di restauro, conferenze, cicli didattici e l’inizio
dell’indagine conoscitiva del territorio consortile che, poi, porterà alla catalogazione
dei beni in esso presenti. Una sorta di manifesto e di dichiarazione d’intenti,
dunque, oltre che un vero e proprio elenco di lavori che, va ricordato, furono realizzati
e sono ancora oggi tra i poli storico-archeologici più importanti del teramano.
Infatti oggi, a distanza di quasi 37 anni dalla sua fondazione, il Consorzio Aprutino
si conferma come una realtà territoriale consolidata nell’ambito della tutela e
valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
Il fondatore
Gino Fulgenzi nasce a Teramo il 5 agosto 1930. Da sempre appassionato di scienze
astronomiche si laurea presso l’università de L’Aquila con una tesi svolta all'Osservatorio
Astronomico di Collurania; è l’inizio di una grande collaborazione che legherà indissolubilmente
la memoria di Gino Fulgenzi all’Osservatorio di Collurania. Qui il giovane Gino
fu prima collaboratore volontario a titolo gratuito, e poi a contratto, divenendo
protagonista delle battaglie per la salvezza dell’osservatorio che tra gli anni
’70 ed ’80 rischiò la soppressione.
Astrofilo di fama – poi presidente della sezione teramana della Società di Astronomia
Italiana –, segretario del Gruppo Archeologico Teramano, nel 1970 diventa docente
di Matematica e Fisica presso il Liceo Artistico di Teramo confermandosi esponente
di spicco del panorama culturale teramano. Un panorama che nel 1972 il prof. Fulgenzi
contribuirà ad allargare con la creazione di un consorzio di Enti che doveva servire
all’individuazione e censimento di beni culturali, per farne promozione e valorizzazione:
è il Consorzio Aprutino Patrimonio Storico Artistico.
Intorno al Consorzio, ed al prof. Fulgenzi, si radunano quanti hanno sempre avuto
a cuore le sorti del patrimonio culturale teramano: Giovanni Corrieri e Marcello
Sgattoni tra i primi, solo per citarne alcuni. Grazie al Consorzio il prof. Fulgenzi
riesce a vedere realizzati sogni da sempre inseguiti come il restauro della splendida
Badia di Corropoli e della Scala Santa di Campli, oppure la realizzazione della
monumentale Via Crucis della Madonna dello Splendore di Giulianova.
Il sapere vissuto come valore e l’amore per la cultura e la propria terra, sono
le caratteristiche che hanno contraddistinto la figura e l’operato di questo uomo
straordinario; Gino Fulgenzi morì a 65 anni il 13 aprile 1995 in un tragico incidente
sulla A24. Lasciò, oltre ad un incolmabile vuoto, l’esempio di un impegno e di una
passione da seguire ed imitare; un insegnamento che al Consorzio si continua a portare
avanti in suo nome e nel suo ricordo.
Si ringrazia per le informazioni e la disponibilità la sig.ra Alice Fulgenzi